Ciao a tutti!
In questo articolo voglio parlarvi di un problema che affligge molte persone e che, come avrete capito dal titolo, è quello dei capelli grassi.
I capelli che si sporcano subito (uno o due giorni dopo il lavaggio) appaiono unti, uniti fra loro e di un colore un po’ più scuro del normale. Responsabile di ciò è il sebo (grasso) le cui funzioni sono essenzialmente tre:
-costituisce una pellicola che protegge la cute dagli agenti naturali tipo sole, freddo, batteri;
-favorisce l’idratazione cutanea;
-lubrifica e impermeabilizza il fusto del capello.

Quindi il sebo è nostro amico, ha una sua funzione, non bisogna cadere nell’esagerazione e fargli la guerra in toto, però in presenza di ipersecrezione sebacea (o seborrea) si ha un eccesso del sebo prodotto che si riversa sul cuoio capelluto attraverso i follicoli piliferi e, passando alle ghiandole sebacee, si deposita sulla cute, avvolgendo e in qualche modo “soffocando” il capello, nonché appesantendolo.
Le cause di questa produzione, in qualche modo esagerata, di sebo, possono essere

sia genetiche e ormonali (negli uomini, per esempio, sono legate all’iperattività dell’enzima 5-alfa reduttasi che trasforma il testosterone in diidrotestosterone: quando quest’ultimo è presente in concentrazioni elevate favorisce la comparsa di acne, accelera la caduta dei capelli e aumenta la produzione di sebo),

che secondarie (stress, alimentazione sregolata e inadeguata, inquinamento atmosferico e abuso di shampoo troppo aggressivi e/o di pessimo Inci).

Ci sono poi due tipi di sebo: grasso e oleoso. Il primo è più denso e tende a depositarsi sulla cute rendendola grassa pur in presenza di capelli secchi; il secondo è più liquido e si deposita molto più facilmente sui capelli rendendoli untuosi, inoltre può essere causato da un’eccessiva sudorazione della cute.


Come difendersi da tutto ciò, o almeno tentare?

  • Innanzitutto occorre controllare sempre l’Inci dello shampoo che si sta usando: un tensioattivo delicato è il Sarcosinato o la Betaina. Inoltre il pH dovrebbe essere compreso tra 4,5 e 5,5 (quindi, io credo che gli shampoo con dicitura “non brucia agli occhi”, abbiano un pH adatto a questo scopo, 7 cioè neutro, ma che non va bene per i capelli).
  • Gli shampoo con dicitura “per capelli grassi” in effetti svolgono da dio il loro lavoro, forse fin troppo… infatti spesso risultano aggressivi e creano un circolo vizioso per cui la cute, vedendosi privata del sebo prodotto, viene stimolata a produrne sempre di più – e questo l’ho provato sulla mia testa e lo sottoscrivo. Evitate gli shampoo per capelli grassi, meglio optare per shampoo più delicati!
  • Fare attenzione alla schiuma: bolle grandi sono indice di uno shampoo molto aggressivo, molta schiuma è indice di uno shampoo molto sgrassante. Da ciò segue l’accorgimento di diluire il prodotto con dell’acqua (ci sono un po’ di dubbi circa le dosi perché possono variare a seconda della densità e del potere lavante dello shampoo, ricordate che non dovete annullare il potere lavante).
  • In secondo luogo sarebbe meglio limitare i lavaggi, utilizzando degli escamotage per mascherare il problema, (come l’utilizzo dell’amido per assorbire il sebo: ne parlerò tra poco, oppure molto semplicemente legare i capelli) ma attenzione: una cute grassa è innanzitutto una cute che non respira, e se il follicolo è privato di ossigenazione, tenderà per così dire a morire, con conseguente caduta del capello. Perciò ok a limitare i lavaggi, ma sarebbe meglio non esagerare. Sono preferibili i lavaggi frequenti con uno shampoo ben diluito, piuttosto che evitare l’acqua per 4/5 giorni se i vostri capelli o abitudini per il momento lo richiedono!
  • Evitare di usare acqua troppo calda e di aggredire la cute massaggiandola troppo energicamente (soprattutto con le unghie!)
  • Maschere, balsamo e olii andrebbero messi sulle lunghezze, evitando più possibile la cute per non sporcarla ancora di più.
  • Utile può essere il risciacquo acido a fine lavaggio, dopo il balsamo. Vi rimandiamo al nostro posto sul risciacquo acido, qui.
  • Per evitare di usare troppo spesso lo shampoo, un’alternativa possibile è usare l’amido di mais (maizena) mettendone una piccola quantità sulla mano e distribuendola sul cuoio capelluto, alle radici, va massaggiato un po’ e poi tolto con un pettine e con l’aiuto del phon (attenzione perché, essendo una polvere bianca, sui capelli scuri tende a opacizzare il colore, quindi bisogna usarne davvero poco oppure unirvi un pochino di cacao). Questo rimedio può prolungare il tempo tra un lavaggio e l’altro ma per lo stesso motivo che vi ho detto sopra, non eccedete. Si può anche usare anche la farina di ceci (mescolata con dell’acqua tiepida fino ad ottenere un composto cremoso) al posto dello shampoo così da non stressare troppo la cute. Evitate il borotalco, la polvere è più grande delle soluzioni proposte prima e potrebbe ostruirvi i pori
  • Infine, molto utili sono le erbette lavanti ad esempio il Nagar Motha, lo Shikakai, la Cassia che hanno proprietà seboregolatrici, come l’hennè. Il Nagar Motha svolge in realtà una doppia azione a seconda dei casi: se avete una cute grassa, aiuterà a regolarizzare la produzione di sebo, viceversa se avete una cute secca contribuirà a far produrre il sebo necessario, senza però che diventi un problema.

Altri rimedi utili in caso di capelli grassi sono:

  1. l’argilla (verde, bianca o gialla: sono le migliori in questo caso) mescolata con acqua o un infuso di rosmarino o di salvia e 1 goccia di olio essenziale di limone, quindi massaggiata sulle radici dopo averle inumidite;
  2. impacco di rucola (far bollire una tazza d’acqua, mettere al suo interno le foglie di rucola e lasciarle in infusione per 15 minuti. Filtrare il tutto e con un minipimer frullare le foglie, aggiungere 1 cucchiaino di aceto o limone se è troppo denso, amido se è troppo liquido, quindi applicare sulle radici umide. E’ possibile poi usare l’acqua di cottura come ultimo risciacquo. Lo stesso procedimento può essere fatto con la menta o con la salvia!);
  3. o ancora, utilizzare un detergente intimo al posto del vero e proprio shampoo, sicuramente qualcuno ne riderà ma è sempre di un prodotto lavante si tratta e quello che ci interessa è il suo pH, ad esempio l’Omia a pH 4,5.

Esperienza della creatrice dell’articolo : ero una di quelle che dovevano lavare i capelli un giorno sì e uno no, proprio a causa del problema dei capelli grassi. Adottando tutte queste accortezze sono riuscita, nel giro di 1 annetto, a stabilizzare la situazione, ora lavo i capelli solo 2 volte a settimana. Mi trovo bene ad alternare gli shampoo che uso ma soprattutto ad alternare un lavaggio con shampoo a un lavaggio con sole erbette (Nagar e Shikakai, con aggiunta di un po’ di argilla).

Esperienza dell’admin : la mia storia è molto simile a quella riportata prima, lavavo i capelli di lunedì, mercoledì rilavavo e così via, non perché martedì non fossero già sporchi, ma perché pensavo che non lavarli troppo facesse male. Io sono riuscita a sistemare la mia cute anche senza seguire tutti i suggerimenti di questa lista: secondo me, i rimedi fondamentali sono assolutamente la diluizione dello shampoo, l’utilizzo di prodotti delicati, l’alimentazione corretta e le erbette che danno veramente un aiuto concreto, già solo quando ho iniziato con la cassia ho notato la differenza. Adesso lavo tranquillamente due volte a settimana e inoltre, quando cominciano a sporcarsi, non sono così indecenti come all’inizio. Dico solo che conosco la piaga del capello unto, spero che questo articolo aiuterà tanti di voi, anche solo per non passare tutti i giorni in doccia J

Un ringraziamento speciale va a Costanza Costy Duria (che io chiamo Cos :D) , la scrittrice originale.

Se siete arrivati fin qua avete capito quanto vasto fosse l’argomento e quindi quanto impegno ci voglia per buttare giù tutto il possibile in lingua comprensibile 😀

Questo è il link del suo blog : http://cos-ty-metics.blogspot.it/

Grazie a lei e a voi che avete letto fino alla fine! J

L’articolo è stato scritto da Costanza D. e successivamente controllato da un’admin che ha apportato qualche modifica.

Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)