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Fieno greco: cos’è e come si prepara

Il FIENO GRECO o METHI rientra nella categoria delle polveri indiane pur essendo, una volta preparato (o, come tecnicamente si dice, idratato) una mucillagine.

La scheda tecnica del fieno greco definisce questo elemento come il più potente condizionate per capelli che, usato costantemente, ne stimola la crescita.

Molte si chiederanno il perché… ve lo spieghiamo subito: il fieno greco contiene una considerevole quantità di fitoestrogeni (componenti capaci di imitare le funzioni degli estrogeni). Ecco perché l’applicazione topica o l’utilizzo “interno” è severamente vietato alle donne in gravidanza!

In natura il fieno greco si presenta come un trifoglio. Viene proposto sul mercato in granuli, tant’è che molti di voi l’avranno visto in erboristeria sotto questa forma. La polvere di fieno greco, tuttavia, si può ricavare dai granuli sminuzzando con molta molta pazienza.

Il colore del fieno greco è giallo pallido, simile alla senape. L’odore è difficilmente esplicabile, ma sicuramente non tra i migliori. Per questo si consiglia sempre aggiungere almeno un olio essenziale, ad esempio quello di arancio che lucida molto i capelli, o il Kalpi tone a idratazione completata. Quest’ultimo ingrediente, a mio avviso, è un toccasana per i capelli.

 

In commercio esistono innumerevoli qualità e marche di fieno greco, addirittura la polvere si potrebbe trovare nel reparto etnico dei supermercati, tra le spezie.
Io ho avuto occasione di usar sia il fieno greco delle Erbe di Janas, sia quello della Top Op comprato sul sito indiano Speces of India, ma reperibile anche nei negozietti etnici o da Panda Shop. Per sapere se avete un punto vendita Panda Shop vicino vi consigliamo la nostra lista dei negozietti consigliati.

Secondo la mia esperienza, credo sia giusto presentarvi una differenza tra la polvere di Janas e quella della Top Op:

  • La polvere di Janas risulta molto molto odorosa, più facile da lavorare rispetto alla seconda, ma rilascia molta meno mucillagine rispetto alla Top Op ma…
  • Dal momento che le capacità del fieno greco risiedono nella mucillagine rilasciata, preferirei tutta la vita la mia amata polvere della Top Op.

Prima di passare al procedimento necessario alla preparazione, rispondo alle domande che spesso mi sono state rivolte, cercando di far un po’ di chiarezza su una polvere che, se preparata bene, dà effetti meravigliosi e duraturi (se preparata male annoda i capelli, li elettrizza, li secca e li lascerà crespi da far schifo, senza contare i grumi, simili a pomodori pachino essiccati che vi potreste ritrovare sui capelli come è successo a me).

  • FAQ sul Fieno Greco.

– Il Fieno Greco si applica a capelli puliti? Il fieno greco è un condizionante (svolge, dunque, lo stesso effetto del balsamo classico).

  1. Se si ha un cuoio capelluto normale o tendente al secco, QUALSIASI polvere (anche la stessa lawsonia o indigo, ad esempio) ha un discreto potere lavante, quindi si può applicare a capelli “sporchi”, inumiditi (è importante perché l’acqua servirà a permettere di stender meglio la mucillagine, la quale, altrimenti, potrebbe strappare i capelli).
  2. Se invece si ha un cuoio capelluto grasso, è buona prassi lavare PRIMA i capelli e poi applicare il composto.

Quanto va tenuto? Una volta applicato aspettate minimo 2 ore (ma più si tiene e meglio è), sciacquate abbondantemente e decidete se è o meno il caso di applicare anche un balsamo. La questione balsamo sì, balsamo no, è irrilevante. La cosa importante da EVITARE è di lavare con uno shampoo i capelli. Il fieno greco, essendo un condizionante, idrata i capelli e chiude le squame, lo shampoo -con i suoi tensioattivi- le riapre, rendendo vana l’azione di questa mucillagine.

-Il Fieno Greco influisce sul colore dei capelli? Assolutamente NO. Al contrario delle altre erbette, il fieno greco non filmerà i vostri capelli ma apporterà loro solo dell’idratazione. L‘idratazione è la stessa funzione riconosciuta a tutti i gel, da quello d’aloe a quello ai semi di lino per finire con il gel all’amido di mais.

Quanti cucchiai di Fieno Greco per quanti ml di acqua? Ecco, questa è la domanda che in assoluto odio di più, alla quale – lo confesso- ho smesso di rispondere anche per l’inesistenza di una risposta corretta e universale. Come per tutte le “pappette” la risposta è e rimarrà sempre: QUANTO BASTA. Andate a tentativi, pian piano, fino a che, mescolando, non otterrete il gel.

– Posso aggiungere altro Fieno Greco? Certo. Dopo averlo fatto idratare potete sbizzarrirvi. L’importante è che sia idratato. Il fieno greco si può aggiungere anche alla lawsonia per ammorbidire i capelli. Assolutamente vietato nell’indigo, poiché, quest’ultimo, più viene trattato da “figlio unico” (ad esclusione del sale/bicarbonato) e migliore sarà la sua resa.

– Posso conservarlo? Certo, basta metterlo in congelatore.

– Va bene solo per i capelli? Assolutamente no. Io lo uso anche come maschera idratante per il viso e per il corpo.

– Quanto va tenuto? Il fieno greco conferisce ai capelli idratazione (= acqua): più lo tenete su e più il risultato sarà migliore. Come minimo io consiglierei 2 ore.

– Va messo sulla cute o sulle lunghezze? Su entrambe, insistendo e massaggiando sulla cute e poi sulle lunghezze. Non bisogna esser precise nella stesura (non occorre il pennello insomma), basta mettersi a testa in giù ed applicare. Fate poi una cipolla, mettete la pellicola e un cappello di lana, possibilmente, e tenete il tutto al caldo.

– Come si prepara? Come per tutte le erbette va bene acqua calda, se poi volete far le cose fatte bene, io consiglio un bell’infuso, quello di alloro è ottimale, poiché le foglie di questa pianta sono consigliate per la cura dei capelli secchi.

– Si possono usare ciotole o cucchiai di metallo? Considerando che io uso ferro, metallo, legno indistintamente anche per la lawsonia, anche in questo caso la risposta è sì. Usate pure cucchiai di metallo, non incorrerete in nessun problema. Ma sappiate che ci sono diverse scuole di pensiero.

– Il Fieno Greco deve ossidare? Assolutamente NO.


  • PROCEDIMENTO.

Parto dal presupposto che tutte abbiano la polvere di fieno greco (se cosi non fosse, basta ricavarla tritando i granelli. Consiglio personale, comunque: evitatelo, perché l’operazione di “tritatura” è odiosa e non sempre riesce bene).
Tre sono le cose da tener sempre in mente quando si ha a che fare con il fieno greco:

1) Il fieno greco rilascia la mucillagine attraverso l’acqua che si aggiunge alla polvere. Più acqua mettete e più mucillagine avrete (io dico sempre: più acqua date al fieno greco e più acqua otterranno i vostri capelli).

2) E’ nella natura del fieno greco idratare, quindi se non lo lasciate idratare prima di applicarlo, lui si idraterà sui vostri capelli levando a loro tutta l’acqua di cui sono costituiti rendendoli, così, secchi e crespi.

3) Il fieno greco, durante l’idratazione aumenterà di molto il suo volume, ecco perché spesso ci ritroviamo con della pappetta avanzata pur avendo usato un solo cucchiaio di polvere.

Ma torniamo al procedimento.
Mettiamo in una ciotola la nostra polvere.
Io di solito uso due cucchiai da minestra ed ho 80 cm circa di capelli (di girocoda quasi 14).

In questi giorni ho letto di una ragazza che consigliava di mettere un litro e mezzo d’acqua in due cucchiai di polvere. La cosa, confesso, mi ha fatto un po’ sorridere perché l’informazione era stata presa da un mio vecchio post ma riportata erroneamente. Se si aggiunge cosi tanta acqua insieme a due cucchiai, oltre ad una bella brodaglia inutilizzabile, perderete tutta la mucillagine e dovrete buttare tutto.
Messa la polvere nella ciotola, prendete il vostro pentolino con l’acqua calda e, POCO ALLA VOLTA, aggiungete acqua alla polvere girando energicamente il composto. Al 99% vi si formeranno dei grumi, sotto i quali -se aperti- noterete la polvere intatta e non bagnata. Prendete altra acqua e continuate a girare. Durante questa fase potete aggiungere, a mio avviso, fino a mezzo litro di acqua, sempre gradualmente, e continuando a mescolare.
Quanto può durare questa fase? La canzone “Principessa” di Marco Masini basta e avanza (non ci fate caso, ma la prima volta che mi è venuto bene ascoltavo Masini e ormai è diventato un rito). LOL
Finita questa fase, in cui la pappetta deve assomigliare ad un budino (deve esser compatta e liscia), chiudete la ciotola con della pellicola trasparente e lasciate riposare tutta la notte (quest’ultima cosa è molto importante poiché sono le ore necessarie per aver una buona mucillagine).

Al mattino, armatevi di altra acqua, aprite la pellicola trasparente (che sarà bagnata), aggiungete poco alla volta l’acqua calda e via con “ Masini”.
Già dopo questa seconda fase, in cui la pappetta dovrà esser sempre compatta e liscia, potrete procedere con l’applicazione, poiché avrete ottenuto una mucillagine contenente un litro d’acqua. Se avete i capelli molto rovinati o, soprattutto, se i vostri capelli risentono del freddo e dell’umidità del periodo – e avete tempo! – io vi consiglio di rilasciar riposare il composto fino alla sera, riaggiungere altro mezzo litro d’acqua/+Masini” e lasciar nuovamente riposare per la notte. Questo procedimento può esser ripetuto per 3 giorni, non di più (per il fatto che vi ritroverete, altrimenti, con quantità esagerate di fieno greco).

Ricordate sempre: più acqua date al fieno greco e più acqua darà lui ai vostri capelli.

Vorrei aggiungere una nota personale: ho notato che più viene lasciato idratare e più perde l’odore forte che lo caratterizza.

Finita la fase della preparazione, procedete con l’applicazione sempre tenendo presente le accortezze scritte precedentemente.

Buon esperimento a tutte ;D

Tornate a trovarci!

Articolo di Chiara C.

Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)

4 commenti

  • Sara

    Ho letto più volte che il Methi di Janas è “già idratato” e quindi non ha bisogno di una notte di idratazione. E’ vero? Grazie

  • salutista

    è da 6 giorni сhe cerco e il tuo sito è
    laa prima cosa convincente che ho νisto. Proprio appassionante.
    Se tutrte le persone che creano contenuti sі preoccuрasseгo di offrirе materiɑle avᴠincente come questo la rete sarebbe
    indubbiamеnte molto più facile da leggere. Grazie!!!

    • Valeria

      Non ne trovi traccia perché il nome è scritto in modo errato (o cmq differente). Il nome corretto è Kalpi Tone. In bocca al lupo 😉

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